La bicocca della Papajaga
Tutto sospeso -
Primissimo grido
Intimidita -
Dammi la mano e danziamo
Alphonse Mucha, The Moon
Uscita d'emergenza
Non so mai...
Presagio di
Di mille e altre mille
Verde, proprio verde
ID 4: la donna-albero
Hundertwasser, 2
Hundertwasser, 1
Camminai per un giorno intero

Le stregheVenite avanti, ragazze. E’ l’ora. Stringiamoci intorno al fuoco, sotto i rami sporgenti del fico selvatico. Serafina, a te che sei vergine, il bastone per tracciare cerchi concentrici nella polvere. Iniziate a ondeggiare, sono arrivati anche i grilli. Guardate come saltano, con le nere zampette, e come ci osservano, i piccoli indemoniati. Pulsa, pulsa la vostra gola. Eccolo, incomincia. Lo sentite adesso. Battete la terra coi vostri piedi nudi. Forte e ancora più forte. Sta salendo dai malleoli, dai talloni, pizzica, striscia, esaspera lungo i polpacci. Cresce insieme ai cerchi di Serafina. Vi ha ghermito le coscLe streghe


La donna-pesce e...La donna-pesce e il re del buioLa donna-pesce e...
Ancora un colpo di pinna e ci siamo, mio tesoro di madreperla. Perché dovrei lasciarti andare, ora che sei diventato immenso e scuro come il mare. Ti porterò con me, anche se mi fanno male le braccia. Non ho mani forti come le tue (ricordi quando accarezzavi la mia coda di pesce e le alghe che mi si impigliavano fra i capelli) e devo trasportarti a dispetto delle correnti e del sole e del vento, che ancora ti reclamano. Ti conduco nel silenzio, dove nascono la notte e la morte. Tu eri voce e risacca. Ascolatalo per l’ultima volta, il brontolio greve dell’Uomo del Mare che dorme ne
A bocca spalancata
In gabbia

Il pistoleroIl temporale rombava, batteva, picchiava. Le campane erano lontane e menagrame come cornacchie. L’uomo con la barba nera che mi stava davanti aveva titillato l’aria per alcuni secondi, appena sopra l’impugnatura della pistola. (Ricamati nel vento gli ultimi punti invisibili di Lachesi.) Poi c’era stato il colpo. Che ingiustizia, dover morire per una simile inezia. Mi parve di scorgere la biondina inglese affacciata alla finestra, vestita d’un azzurro cenere che metteva tristezza, secca come la morte. Alcuni mesi fa avrei dato cinque anni di vita, pur di riuscire a ribaltarla sul letto della fantesca e strapparle un grido. &nIl pistolero


Il serpenteSilenzio, signori, se ne sono alzati altri due. Sono gli ultimi e questa è una colpa imperdonabile. Aprite il cerchio, lasciateli passare. Dondolate le schiene, mentre fate largo. Non vedete come sono opachi, la luce può attraversarli. Il loro cuore è una massa nera e pulsante. Là dovrete colpire. Ma solo quando sarà il momento. Ve lo dirò io. Quando sarà il momento. Per adesso non intralciateli. La ragazza inciamperà nelle sue stesse sottane, l’uomo si fermerà per aiutarla. E’ probabile che si azzardino persino a balbettare, qui, davanti a noi. Non preoccupatevi. Lasciateli dire. Hanno una fragile voce - uIl serpente
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Asaratos oikosLa sera, quando il vento si fu placato, scesero in quattro o cinque, armate di ramazza, a pulire il cortile. Trovarono una stella cometa abbattuta, lische di pesce e conchiglie, quindici bambini storditi. Forcine a centinaia, strappati allo chignon della Papajaga. I Manfredazzi scesero a cercare i loro acuti sospiri, ma Sonia li cacciò in malo modo, brandendo la scopa. «Via, scostumati!» «E smettila di fare la beghina!» la rintuzzò Mara, impegnata a sottrarre Demiscroto alle fauci della pianta carnivora che cresceva nell'aiuola centrale. Greta si affrettò a interromperle, prima che iniziassero a litigare. Fece notare che ilAsaratos oikos